06. Quanto si può risparmiare con il fotovoltaico?

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Voglio mettere il fotovoltaico sul tetto di casa. Conviene? Come calcolo il risparmio col fotovoltaico? Quali sono i costi e quali i benefici per i prossimi 25 anni? Capire quanto si può risparmiare in bolletta investendo nel fotovoltaico non è più un'operazione particolarmente complessa, però, prima di lanciarsi in calcoli e stime, bisogna capire a fondo il vero meccanismo di remunerazione di un qualsiasi impianto di autoproduzione di energia: l'autoconsumo.

Quanto si può risparmiare con il fotovoltaico?

Calcolo del risparmio col fotovoltaico: una premessa

Quello che si risparmia col fotovoltaico è il costo di tutta l'energia che si riesce ad autoconsumare: più si autoconsumo, più aumenta il risparmio sulle bollette elettriche. Non tutta l'energia prodotta, però, viene autoconsumata. Una parte, spesso quella maggioritaria, viene immessa in rete e "remunerata" dal GSE con lo scambio sul posto fotovoltaico: più immetto in rete, più il GSE mi paga il contributo dello scambio sul posto. Più autoconsumo, più aumento il risparmio in bolletta.

Un'altra considerazione importante è che, come sempre, come per ogni investimento, la quantità di denaro effettivamente risparmiata dipende dai costi effettivamente sostenuti. Il prezzo del fotovoltaico influenza il risparmio effettivo che riesce a restituire in bolletta negli anni.

Quanto risparmio col fotovoltaico ?

Dunque, installando il fotovoltaico si risparmia, prima di tutto, sull'energia che si riesce ad autoprodurre e ad autoconsumare. Ogni chilowattora di elettricità autoprodotta è un chilowattora sottratto alla bolletta elettrica. Ogni chilowattora prodotto è un chilowattora risparmiato in bolletta.

Se il fabbisogno di un utente è di 10 KWh al giorno e, con il suo impianto fotovoltaico, riesce a produrre e autoconsumare 10 KWh al giorno, l'utente riuscirà ad azzerare completamente la bolletta elettrica. Non è facile raggiungere questo obiettivo, ma con un adeguato sistema di accumulo ed in alcuni periodi dell'anno si può arrivare ad azzerare le bollette elettriche.

Ovviamente, il risparmio è relativo ai costi di installazione ed esercizio dell'impianto fotovoltaico: il risparmio effettivo si ottiene, infatti, solo dopo aver recuperato i costi sostenuti per realizzare l'impianto fotovoltaico.

Quanto costa oggi il fotovoltaico?

Se parliamo di soli "materiali", un kit fotovoltaico in un qualsiasi shop online arriva a costare anche intorno ai 1.000 euro al kW. Tra le offerte trovate in rete ci sono kit fotovoltaici da 3 kW in vendita a circa 3.000 euro + iva (no chiavi in mano e senza accumulatori a batterie).

Se parliamo, invece, di servizi completi di installazione "chiavi in mano", oggi i prezzi sono arrivati a circa 2.000 euro per kW installato. Questo tipo di servizio è quello che garantisce di sicuro un lavoro a regola d'arte (a differenza del fai da te), occupandosi in genere di tutto: dalla fornitura dei materiali alla realizzazione dell'impianto alla gestione delle pratiche per l'allaccio in rete fino alle pratiche dello scambio sul posto.

Come preventivi chiavi in mano oggi si trovano tranquillamente offerte di 6.000 euro per un impianto da 3 kW. Compreso di tutto: progettazione, fornitura, autorizzazioni, installazione, collaudo e pratiche GSE.

Con le detrazioni fiscali questi costi, già molto più bassi rispetto ad un tempo, si abbassano ulteriormente: grazie al bonus fiscale 50%, infatti, il fotovoltaico "a conti fatti" costa la metà grazie alla possibilità di detrarre dalle tasse il 50 per cento dei costi in 10 anni.

Quanto rende il fotovoltaico?

Ai costi, molto più accessibili rispetto a prima, si affiancano i rendimenti dell'impianto ed i risparmi che ne conseguono.

I rendimenti di un impianto fotovoltaico dipendono da due cose:

  • dalla produzione effettiva dell'impianto sul tetto;

  • dalle modalità di utilizzo dell'energia prodotta: autoconsumo o immissione in rete.

Il rendimento dipende da molti fattori, alcuni variabili ma controllabili, altri variabili e non controllabili, altri ancora stimabili con una certa precisione.

Tra i principali fattori che determinano il rendimento effettivo dell'impianto fotovoltaico nel tempo ci sono:

  • la potenza dell'impianto che determina la producibilità dell'impianto stesso

  • il decadimento fisiologico di prestazioni dei moduli fotovoltaici nel tempo. Questo calo è in genere stimato intorno allo 0,8 – 1% l'anno;

  • l'orientamento e l'inclinazione dei moduli fotovoltaici verso il sole. Orientamento ottimale è verso sud e l'inclinazione ottimale in Italia è intorno ai 30 gradi;

  • il luogo di installazione. Per questo ci sono tabelle di producibilità stimate con un buon margine di certezza: nel nord Italia circa 1.100 KWh/KWp/l'anno, al centro circa 1.200 KWh/KWp/anno, al sud Italia fino a 1.500 KWh/KWp/anno;

  • le modalità di utilizzo dell'energia prodotta: l'autoconsumo in situ aumenta considerevolmente il risparmio in bolletta e la convenienza dell'investimento, mentre l'immissione in rete viene comunque valorizzata, ma meno di quanto risparmio col fotovoltaico in autoconsumo. La modalità di immissione è lo scambio sul posto con il GSE;

  • nel caso degli impianti domestici e condominiali, l'accesso al beneficio degli sgravi fiscali.

Ragionando in cifre

Se il consumo annuo di un utente è di 2.800 kWh/anno di energia, con un costo in bolletta di € 0,23/kWh, il costo annuale (compreso di IVA) della sua bolletta elettrica è di circa € 644. In 25 anni, l'utente spenderà presumibilmente almeno € 16.000 mila in elettricità (senza considerare l'aumento inflazionistico dei costi).

Installando un impianto da 2,5 kWp in totale autoconsumo, i 16.000 euro sono il risparmio teorico ottenibile. Il risparmio col fotovoltaico, infatti, dipende direttamente non solo dalla produzione di energia, ma dalla quota di autoconsumo: per la prima si ha il rimborso del GSE, per la seconda sia ha l'immediato risparmio in bolletta.

Nel nostro esempio, con un autoconsumo del 50 per cento l'utente otterrà un risparmio immediato in bolletta di circa € 8.000 più i rimborsi dello scambio sul posto per tutta l'energia immessa in rete.

Oltre al risparmio immediato in bolletta, dunque, si ha il guadagno derivante da tutta l'energia extra immessa in rete e pagata con lo "scambio sul posto". Anche questa quota contribuisce, anche se in maniera meno incisiva rispetto all'autoconsumo, ad aumentare il risparmio economico derivante dal fotovoltaico accorciando i tempi di rientro dall'investimento.

Senza detrazioni fiscali le spese sostenute per la realizzazione dell'impianto rientrano, indicativamente, in 7-10 anni.

Con le detrazioni fiscali, invece, i tempi di ammortizzo sono inferiori: tra 4 e 7 anni.

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